Effetti del nido d'infanzia sullo sviluppo dei bambini

Il nido fa bene? o fa male? Scopriamo cosa dice la ricerca.

Frequentare il nido è diventato sempre più comune rispetto alle generazioni precedenti, per questo motivo gli psicologi dell’infanzia (quei curiosoni!) si sono chiesti: ma che effetti può avere il nido sullo sviluppo dei bambini? Possono esserci degli effetti negativi o positivi?


In una breve rassegna degli studi scientifici di psicologia, ecco quali effetti può avere il nido d’infanzia sui vostri bimbi.



SVILUPPO COGNITIVO


Il fatto di aver frequentato un nido di qualità* è stato associato allo sviluppo di avanzate capacità cognitive, rilevate negli anni successivi attraverso prove di matematica, di lettura e di ragionamento. Inoltre, la frequenza del nido è associato a una migliore memoria dei bambini (NICHD, 2005; NICHD 2006; Abner e colleghi, 2013).



VOCABOLARIO


Diversi studi hanno dimostrato che i bambini che frequentano per più tempo un nido di qualità hanno in media un vocabolario di parole più ampio (NICHD, 2005; Stolarova e colleghi, 2010).

Probabilmente, il fatto di frequentare più persone in contesti diversi mette a disposizione del bambino un vocabolario più ampio a cui attingere.



SVILUPPO COMUNICATIVO-LINGUISTICO


I bambini che frequentano un nido di qualità mostrano abilità comunicativo-linguistiche molto sviluppate, soprattutto in termini di comprensione ed espressione del linguaggio come la morfologia e la sintassi (NICHD 2005; NICHD, 2006).

Sembra che il fatto di interagire con altre persone diverse dai genitori, tra educatrici e bambini, stimoli molto il bambino che voler farsi capire, e di conseguenza questo migliora le sue abilità comunicative e linguistiche.



RENDIMENTO SCOLASTICO


In media, il rendimento scolastico dei bambini è influenzato moltissimo dal titolo di studio dei genitori.

Tuttavia, si è osservato che i bambini che hanno frequentano il nido mostrano ottimi risultati scolastici alle elementari, in particolare nei casi in cui le madri hanno un basso titolo di studio (Geoffroy e colleghi, 2010; NICHD, 2005). Un po' come se il nido "compensasse" in qualche modo i bambini che partono da una condizione di partenza più "svantaggiata".



SUCCESSO ACCADEMICO


Inoltre, l'esperienza di frequenza di un nido di qualità da piccoli è associata a voti più alti anche in ambito accademico e all'ammissione in università più selettive (Vandell, 2016).



PROBLEMI COMPORTAMENTALI


È stato osservato che alcuni bambini che frequentano il nido per molte ore al giorno possono mostrare più problemi comportamentali e più conflitti con gli altri bimbi (NICHD 2006).

Questo dato comunque va preso con le pinze, infatti può essere dovuto a: una mancanza del rapporto 1-a-1 che il nido per ovvi motivi non riesce ad offrire; un contesto familiare di partenza già difficile, per cui il nido può essere fonte di ulteriore stress per il bambino; la presenza di conflitti con altri bambini al nido in concomitanza con una scarsa competenza sociale e di regolazione emotiva del bambino che naturalmente deve ancora sviluppare.


RELAZIONE MAMMA-BAMBINO


Numerosi studi hanno rassicurato sul fatto che frequentare il nido d'infanzia non interferisce con la relazione materna.

Anzi, quando le condizioni familiari del bambino sono critiche (dovuto alla presenza di fattori di rischio nel contesto familiare o a carico del bambino), frequentare un nido di buona qualità può aiutare positivamente lo sviluppo emotivo del bambino, offrendogli delle risorse affettive alternative (Howes & Spieker, 2008).



* I risultati delle ricerche sugli effetti positivi del nido si riferiscono sempre alla frequenza di un nido di qualità. Per "nido di qualità si intende” una struttura con ambienti a misura di bambino, in cui le educatrici sono preparate e sensibili e dove i progetti educativi danno stimoli cognitivi e linguistici adeguati.

 

Fonti bibliografiche:

- Abner et al. (2013). Does Child-Care Quality Mediate Associations Between Type of Care and Development? Journal of Marriage and Family, 75, 1203-1217.

- Geoffroy et al. (2010). Closing the gap in academic readiness and achievement: the role of early childcare. Journal of Child Psychology and Psychiatry, 51, 1359-1367.

- NICHD (2005). Early Child Care and Children's Development in the Primary Grades: Follow-Up Results From the NICHD Study of Early Child Care. American Educational Research Journal, 42, 537-570.

- NICHD (2006). Child-Care Effect Sizes for the NICHD Study of Early Child Care and Youth Development. The American Psychologist, 61, 99-116.

- Stolarova et al. (2016). Early Vocabulary in Relation to Gender, Bilingualism, Type, and Duration of Childcare. Advances in Cognitive Psychology, 12, 130-144.

- Vandell et al. (2016). Early child care and adolescent functioning at the end of high school: Results from the NICHD Study of Early Child Care and Youth Development. Developmental Psychology, 52, 1634.


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