Effetti della pandemia sugli adolescenti

Cos’hanno patito gli adolescenti durante il lockdown? Quali sono le conseguenze delle misure restrittive sulla loro salute mentale?

Nonostante i giovani sembrano essere (fisicamente) meno vulnerabili al COVID-19, gli effetti collaterali della pandemia possono essere molto importanti dal punto di vista psicologico. Bambini e adolescenti infatti sono esposti a nuove fonti di stress e le preoccupazioni degli adulti riguardano gli effetti che avranno sulla loro salute mentale l’isolamento sociale e la rottura delle routine quotidiane.


Ormai è passato un anno dall’inizio della pandemia e la ricerca ha contribuito con molti studi monitorando gli effetti (sia negativi che positivi!) delle misure restrittive sugli adolescenti. Andiamo a vedere quali sono e in che misura hanno influenzato la loro salute mentale.



ADOLESCENTE, QUELLA STRANA CREATURA


Per capire gli effetti della pandemia da COVID-19 sulla salute mentale degli adolescenti, bisogna prima capire cosa succede di importante durante l'adolescenza. In questa tappa della vita avvengono dei cambiamenti nella chimica del cervello degli adolescenti che producono una grande sensibilità emotiva allo stress percepito, sensibilità che convive con un sistema auto-regolatorio ancora non del tutto sviluppato. Proprio per questo motivo l'adolescenza è un periodo associato a un profondo senso di crisi, dove le emozioni forti si ritrovano in un cervello che deve ancora imparare bene a gestirle.


L'adolescenza porta con sé un’altra grande crisi, ovvero quella della definizione dell’identità nel passaggio verso l’età adulta. L’adolescente cerca sempre più autonomia tentando di separarsi dalla dipendenza dei genitori e passando più tempo con il gruppo dei pari. I suoi amici quindi hanno un’importanza essenziale nella costruzione dell’autonomia e dell’identità personale.


La scuola a questo proposito è un contesto privilegiato per l'interazione tra pari e l'acquisizione delle abilità sociali. L’adolescente a scuola infatti impara gli aspetti fondamentali della socialità, come la comprensione delle emozioni, delle intenzioni e dei desideri degli altri.

Foto di Charlotte May da Pexels


COS’HANNO PATITO GLI ADOLESCENTI DURANTE IL LOCKDOWN?


Una ricerca americana ha raccolto le paure degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni durante il periodo di lockdown e ha rilevato che le preoccupazioni più comuni sono state: il rendimento scolastico nella modalità di didattica online (24%), ripercussioni sulla propria salute mentale (15%) e fisica (13%) e il fatto di non poter stare con i propri amici (11%).


Sembra però che queste differenze dipendano dal genere: emerge infatti che le ragazze sono più preoccupate per il fatto di non poter vedere i propri amici, mentre i ragazzi riportano più preoccupazioni relative al rendimento scolastico, nonostante la modalità online in genere sia stata ben accettata.


Quali sono stati quindi gli aspetti della quotidianità durante la pandemia che gli adolescenti hanno subìto di più? Da diversi studi emerge che i ragazzi hanno patito:

  • la mancanza di contatto sociale con i loro amici e compagni

  • la rottura di una routine quotidiana che dia stabilità

  • la scuola come fonte di nozioni senza la sua parte emotiva e sociale

  • la perdita di autonomia e la difficoltà di trovare uno spazio personale nel contesto di casa

  • la perdita dei propri cari (come i nonni) senza poterli salutare e il fronteggiare l’esperienza della morte.

Tuttavia, uno studio olandese ha riportato che in generale le famiglie sembrano essere state capaci di adattarsi bene alle circostanze imposte dalla pandemia, e gli adolescenti in particolare non sembrano aver riportato problemi emotivi severi (almeno ai dati attuali).


Sembra infatti che le opportunità di interagire online abbiano attenuato i sentimenti di isolamento e solitudine, e che abbiano quindi aiutato molto i giovani a sentirsi vicino ai propri amici nonostante le distanze imposte.

Foto di Julia M Cameron da Pexels


È emerso inoltre che quando i genitori sono a casa dal lavoro o in smart working i ragazzi si sentono meno soli, dal momento che possono compensare il bisogno di socialità e contatto con la famiglia (se non sono presenti grossi conflitti).


Inoltre, sempre lo stesso studio canadese riporta che, nonostante lo stress e l'incertezza sulla pandemia, sembra sia aumentato il senso di connessione con la comunità. La sensazione di “essere tutti sulla stessa barca” può aver portato a degli effetti positivi sul senso di identità sociale.


Gli effetti più o meno negativi dipendono comunque sempre dalle differenze che si trovano in ogni famiglia. Ad esempio, avere un buon rapporto genitori-figli è un fattore di protezione. Per attenuare gli effetti del distanziamento sociale, genitori e insegnati dovrebbero assicurarsi che gli adolescenti mantengano sempre delle relazioni con i pari, incoraggiando gli scambi sociali positivi anche online (o comunque nei limiti delle restrizioni previste).



QUALI EFFETTI SULLA SALUTE MENTALE?


Per ora, i risultati degli studi sugli effetti della pandemia sulla salute mentale degli adolescenti sono contrastanti e non definitivi.

Uno studio sui giovani cinesi non ha trovato un aumento significativo dell’insorgenza di disturbi d’ansia e depressione durante il lockdown. Sembra però che l'essere esposto continuamente ai report dei media sul COVID-19 possa aumentare i sintomi ansiosi e depressivi, mentre invece il fatto di aderire alle misure restrittive, stare a casa e percepire la reale pericolosità del virus sono atteggiamenti associati a un maggior stato di benessere psicologico.


Uno studio canadese ha invece rilevato che sintomi depressivi e sentimenti di solitudine degli adolescenti sono correlati al fatto di passare molto tempo sui social network (“il troppo storpia”, come si direbbe), mentre al contrario il passare più tempo in famiglia, fare attività fisica e il fatto di impegnarsi nelle attività scolastiche hanno un ruolo protettivo sui sintomi depressivi.


Uno studio australiano che ha analizzato i fattori di rischio e di protezione degli adolescenti tra i 13 e i 16 anni ha trovato invece che in generale sono aumentati i sintomi depressivi (ma NON la depressione) e di ansia percepiti. Emerge però un dato importante: la maggior parte degli adolescenti in realtà ha saputo affrontare bene l'impatto della pandemia, riportando degli effetti negativi minimi.


Tuttavia, la salute mentale degli adolescenti varia in base al contesto familiare. Ad esempio, è stato evidenziato che gli adolescenti lasciati a casa da soli tutto il giorno riportano livelli di ansia e sintomi depressivi maggiori dei ragazzi che invece durante il giorno sono in compagnia di genitori o parenti. Sembra quindi che il fatto di avere almeno un genitore che lavora da casa durante questi periodi di stress può aiutare gli adolescenti ad attutire gli effetti negativi dell’isolamento sociale.

Questo vale, ovviamente, nel caso in cui non ci siano dei grossi conflitti familiari. Avere una buona relazione genitore-figlio è infatti un ulteriore fattore protettivo.


Gli effetti sulla salute mentale dipendono anche dalla motivazione per cui gli adolescenti aderiscono alle norme sul distanziamento sociale: i ragazzi che sentono di avere una responsabilità sociale e non vogliono mettere in pericolo gli altri sviluppano meno sintomi depressivi perché danno un significato profondo e un senso al loro “sacrificio”.


Questo porta a un’altra considerazione: una buona conoscenza sugli effetti del COVID-19 e sulla situazione della pandemia porta ad avere un atteggiamento più ottimista. Quando gli adolescenti sono ben informati, hanno una sensazione di “controllo” sulla situazione e questo è un fattore di protezione contro lo sviluppo di sintomi di ansia e depressione. Bisogna però stare attenti alle fonti non verificate che possono dare false informazioni (come allarmismi e complotti) che al contrario infondono insicurezza e sono associati all'aumento di sintomi depressivi.


Per concludere, la letteratura riporta che in media la salute mentale degli adolescenti non è stata gravemente compromessa come ci si poteva aspettare, almeno per ora. Le conseguenze della pandemia hanno colpito più che altro situazioni già problematiche e la parte di popolazione con fattori di rischio: disturbi mentali pregressi, suscettibilità a sviluppare ansia e depressione, relazioni familiari conflittuali, scarso supporto sociale, tendenza a isolarsi, esposizione eccessiva ai notiziari e alle fake-news.



ESPERIENZE POSITIVE


Dagli studi sugli effetti della pandemia emerge che gli adolescenti hanno fatto anche esperienze positive che sono importanti da sottolineare. In uno studio italiano condotto dall’Università di Firenze, gli adolescenti riportano di aver scoperto il piacere di passare del tempo con se stessi, dedicando del tempo a leggere, ascoltare la musica, dipingere e fare esercizi. Per molti il lockdown è diventata quindi un’occasione per scoprire se stessi, un’opportunità importante per un adolescente la cui identità è in fase di costruzione.


Altra esperienza positiva è stata quella di “riscoprire la propria famiglia”. L’adolescente, come abbiamo già detto, tende ad allontanarsi dalla famiglia e stare di più col gruppo dei pari. La convivenza “forzata” durante il lockdown ha dato però modo ai ragazzi di passare più tempo con i membri della propria famiglia riscoprendo e apprezzando il piacere di fare delle attività insieme.

Foto di Elly Fairytale da Pexels


Una ragazza di 16 anni dello studio italiano scrive:

“Sto realizzando quanto è prezioso il tempo, dobbiamo goderci ogni momento perché può esserci tolto da un momento all’altro. Ora passo più tempo con i miei genitori, prima erano sempre a lavoro ed ero abituata a vederli solo per poche ore al giorno”.

Se da un lato le misure restrittive e i lockdown hanno tolto tanto, dall'altro è importante riflettere sulle narrazioni positive di adolescenti che hanno fatto della pandemia un’opportunità per stare in contatto con la propria famiglia e definire certi aspetti della propria identità personale che non avevano mai considerato.


Per ora non sappiamo se e per quanto tempo le conseguenze della pandemia avranno degli effetti sui giovani. Una cosa importante però la sappiamo: che gli adolescenti possono essere resilienti e adattarsi se sono ben equipaggiati degli strumenti e del supporto di cui hanno bisogno.

 

Fonti:

- Figueiredo et al. (2021). COVID-19 pandemic impact on children and adolescents' mental health: Biological, environmental, and social factors. Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry, 106, 110-171

- Fioretti, C., Palladino, B., Nocentini A., & Menesini, E. (2020). Positive and Negative Experiences of Living in COVID-19 Pandemic: Analysis of Italian Adolescents’ Narratives. Front. Psychol., https://doi.org/10.3389/fpsyg.2020.599531

- Janssen et al. (2020). Does the COVID-19 pandemic impact parents’ and adolescents’ well-being? An EMA-study on daily affect and parenting. PLOS ONE, 15, https://doi.org/10.1371/journal.pone.0240962

- Magson, N., Freeman, J., Rapee, R., Richardson, C., Oar, E., & Fardouly, J. (2021). Risk and Protective Factors for Prospective Changes in Adolescent Mental Health during the COVID-19 Pandemic. Journal of Youth and Adolescence, 50, 44–57

- Octavius, G. S., Silviani, F. R., Lesmandjaja, A., & Juliansen A., A. (2020). Impact of COVID-19 on adolescents’ mental health: a systematic review. Middle East Current Psychiatry, 27:72

- Scott, S., Rivera, M., Rushing E., Manczak, E., Rozek, C., & Doom, J. (2021). “I Hate This”: A Qualitative Analysis of Adolescents' Self-Reported Challenges During the COVID-19 Pandemic. Journal of Adolescent Health, 68, 262-269

Foto di Copertina Charlotte May da Pexels


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