Giornata Internazionale della Non-Violenza

Si festeggia il 2 ottobre e in collaborazione con Synapses Page abbiamo voluto dedicare questa giornata a un tema particolare: la violenza online.

Il 2 ottobre è la “Giornata internazionale della nonviolenza”, in concomitanza con il giorno della nascita di Mahtma Gandi.


Il progetto divulgativo Synapses Pages, di cui fanno parte le Dott.sse Alessia Macagno, Desiré Carioti e Valeria Giannella, ha voluto contribuire informando su un tipo di violenza che ormai fa parte del nostro quotidiano: si tratta della violenza online e sui social media, che ferisce le persone in modo molto più indiretto e ambiguo.


Pensateci, assistete ogni giorno a diverse forme di violenza online come:


L'ONLINE HARRASSMENT: consiste nel molestare attraverso messaggi e commenti offensivi sui social una persona a causa del suo genere, orientamento sessuale, etnia, religione o disabilità. Un esempio tra tanti sono i commenti di odio a Liliana Segre in riferimento alla sue origini ebraiche.


Il TROLLING: è forse la pratica antisociale più molto diffusa sulle piattaforme social e consiste nel creare deliberatamente conflitto e disagio, attraverso messaggi provocatori e minacciosi.

Ma ATTENZIONE perchè non tutti i troll sono uguali: si stima infatti che il 15% degli utenti su Twitter e l’11% degli utenti su Facebook siano account falsi, chiamati bot, ovvero programmi informatici progettati per scrivere determinati commenti scomodi su certi profili fingendo di essere persone reali. Quindi, quando guardiamo i commenti sotto un post di Facebook, ricordiamoci che in media 1 commento su 10 è stato scritto da un bot, da un computer, e quando l’argomento del post è un tema caldo (ad esempio di politica) addirittura la metà dei profili può essere falsa. Ora che lo sapete, quanto vale la pena farsi il sangue amaro e litigare con un bot?


Il CYBERBULLISMO: è la versione online del bullismo e consiste nell’aggredire ripetutamente un coetaneo attraverso messaggi, chiamate o tramite i social-network.

Il cyberbullismo giovanile è considerato un problema di salute pubblica dato che ha delle conseguenze importanti sulla salute mentale della vittima: aumenta infatti il rischio di soffrire di ansia, depressione, senso di solitudine, autolesionismo, pensieri suicidari, abuso di sostanze e distrugge l’autostima.


Il CYBERSTALKING: la versione online della stalking, consiste nel perseguitare una persona tramite messaggi, chiamate o sui social, con l’obiettivo di indurre uno stato di costante ansia nella vittima.


Il CYBER PARTNER ABUSE: ovvero la violenza da parte di partner intimo che comprende comportamenti come inviare messaggi minacciosi, condividere foto umiliarti del partner senza il suo consenso, ma anche comportamenti intrusivi come controllare il cellulare, la posizione o le pagine social senza che l’altra persona lo sappia.


Il GHOSTING: consiste nella chiusura improvvisa e unilaterale della relazione da parte di uno della coppia che sparisce senza dare alcuna spiegazione del proprio comportamento.


L’ORBITING: è una forma alternativa del ghosting in cui uno dei partner della coppia sparisce improvvisamente, ma poi cerca riprendere dopo un certo lasso di tempo qualche forma di interazione online con la vittima, per poi sparire e ricomparire a fasi alterne.



Siamo abituati ad associare la violenza con comportamenti fisici aggressivi, eppure con il coinvolgimento sempre più importante nel mondo virtuale sono nati altre tipologie di violenza, più sottili ma che fanno comunque danno alle persone.


Anche il più piccolo comportamento tra quelli descritti, infatti, è una forma di violenza, spesso sui social promossa dal fatto che chi la agisce non osserva direttamente le conseguenze provocate dal suo comportamento sulla vittima. Inoltre, chi agisce la violenza online si sente “protetto” dallo schermo, dall’anonimato o anche solo, nei casi più personali come il ghosting, dal non doverci mettere la faccia.


Per altro, la violenza online anche quando osservata (ad esempio sui social) può indurre continui cambiamenti di arousal (stato di attivazione) e di livelli di cortisolo, spingendoci su una continua montagna-russa emozionale che non fa affatto bene al nostro cervello!


Come diceva il buon Mahatma Ghandi “La nonviolenza è l’arma dei forti”. Seguiamo allora il suo consiglio anche sul web, per il bene sia della comunità, che della nostra salute.


Si ringraziano per la collaborazione le Dott.sse Desiré Carioti e Valeria Giannella.

 

Fonti:

- Andrighetto e Riva (2020). Psicologia Sociale, fondamenti teorici ed empirici.

- Kwan et al. (2020). Cyberbullying and Children and Young People’s Mental Health: A Systematic Map of Systematic Reviews. Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking, 23, 72-82.

- Marciano et al. (2020). Cyberbullying Perpetration and Victimization in Youth: A Meta-Analysis of Longitudinal Studies. Journal of Computer-Mediated Communication 25, 163–181.

- Taylor, S.& Xia, Y. (2018). Cyber Partner Abuse: A Systematic Review. Violence and Victims, 33, 983-1011.


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