L’invidia è sempre un sentimento negativo?

L’invidia sociale fa parte della nostra quotidianità, possiamo cercare di reprimerla oppure imparare a gestirla per trarne dei benefici



Quando sfogliamo una rivista, guardiamo la tv o navighiamo sui #social capita spesso di vedere i successi di altre persone. Questo può scatenare dei pensieri negativi che confermano i nostri fallimenti e alimentare un sentimento di #invidia.

Ma l’invidia sociale è sempre qualcosa di negativo?


Il lato benevolo dell’invidia


Confrontarsi con le vite degli altri è un metodo per auto-valutarsi: il confronto sociale serve a darci un’idea sulle nostre opinioni e capacità. Quando ci si sente inferiori a chi ci si confronta, ecco che può generarsi l’invidia. Abbiamo sempre sentito dire che “L’invidia è una brutta bestia”, ma è stato dimostrato che l’invidia sociale può avere sia effetti positivi (motivandoci) che negativi (deprimendoci). La #ricerca ha identificato infatti due tipi di invidia: benevola e malevola.


Se ci mettiamo nell’ottica che si può imparare dai successi altrui, il confronto con gli altri può stimolarci a migliorare noi stessi. È stato osservato da diversi psicologi che il confronto sociale può portare a dei vantaggi come migliori risultati accademici e lavorativi e a un potenziamento delle competenze sociali.


Se invece l’invidia resta un sentimento vago e accompagnata da un senso di inadeguatezza, allora può essere distruttiva. Il confrontarsi in modo eccessivo e il non saper trovare il “lato benevolo” della propria invidia può portare a mettere in atto comportamenti problematici e disonesti, tratti depressivi e problemi di dipendenza.



Cosa fare con l’invidia?


Quando ci si sente pervasi dall’invidia, la cosa più costruttiva da fare è analizzarla: “Cosa posso imparare da questa persona? Come ha fatto ad arrivare fino a lì?”.

Anche se la persona con cui ci confrontiamo lavora in un campo diverso dal nostro, ci sono strumenti e atteggiamenti che valgono per tutte le attività.


Analizzare l’invidia è prima di tutto un’occasione per capire quali sono i nostri reali obiettivi personali e, se ben gestita, può motivarci per raggiungerli.


De Botton scrive

“Dovremmo smetterla di trattare le celebrità come apparizioni magiche capaci di suscitare solo stupore passivo o morbosa curiosità”.

Dalle persone per cui proviamo ammirazione dovremmo analizzare come hanno ottenuto certi successi; rifiutarsi di ammirare qualcuno per dei successi obiettivamente importanti invece è un campanello d’allarme che la nostra invidia può essere malevola e non farà altro che negarci la possibilità di imparare qualcosa.

L’interesse morboso per l’abbigliamento e le questioni sentimentali delle celebrità sarebbe quindi più utile se incanalato nel capire come lavorare per raggiungere gli stessi obiettivi.





Fonti:

- De Botton, A. (2014). “News. Le notizie: istruzioni per l’uso”.

- Fam, J.Y., Murugan, B. S. & Yap, C.Y.L. (2020). Envy in Social Comparison–Behaviour Relationship: Is Social Comparison Always Bad?. In “Psychological Studies”.