Pensiero magico

Quando anche i giocattoli hanno un’anima


Vi ricordate quando da bambini credevate che anche i giocattoli avessero un’anima? Il cartone Toy Story è l’emblema della fantasia che ha ogni bambino: che i nostri giocattoli preferiti possano ascoltarci, che possiedano dei sentimenti e che, magari, si muovano solo quando non ce ne accorgiamo…


Eppure, a un adulto sembra una cosa così assurda. Come mai invece nei bambini è un pensiero così comune?



Il “pensiero magico”


I bambini in genere sono davvero molto curiosi. Gli psicologi hanno paragonato i bambini dai 4 ai 7 anni addirittura a dei “piccoli scienziati”, dal momento che cercano continuamente risposte ai fenomeni che li circondano.


Tuttavia, a questa età utilizzano ancora un pensiero rudimentale e si danno delle risposte assurde e illogiche. Questo perché il loro ragionamento è ancora permeato dal “pensiero magico”, un pensiero che si contrappone a quello “logico” dell’adulto.


Il bambino, quindi, cerca tante risposte alle sue domande, ma allo stesso tempo non è ancora in grado di gestire spiegazioni complesse e capire i fenomeni che non vede. Per cercare di controllare comunque i fenomeni che non riesce a comprendere, interviene il “pensiero magico” che lo aiuta a formulare delle risposte, che seppur bizzarre, a volte hanno anche un loro senso.


Fanno parte del pensiero magico l’animismo, il finalismo e l’artificialismo.


L'ANIMISMO si riferisce a quando il bambino crede che tutti gli oggetti, anche quelli inanimati, abbiano un'anima e possano compiere delle azioni.

Un bambino può mostrare il suo pensiero animista attraverso una frase tipo:

L'albero non voleva più queste foglie e le ha fatte cadere”.

Il bambino, quindi, attribuisce le proprietà degli esseri viventi anche gli oggetti. È proprio il pensiero che ci faceva credere che il nostro peluche preferito ci ascoltava ed era contento quando lo abbracciavamo.



Il FINALISMO è la credenza del bambino che tutti i fenomeni abbiano lo scopo di servire l'essere umano. Ad esempio, il bambino può dire che:

La luna esiste per dire ai bambini che è ora di andare a nanna”.

Allo stesso modo il sole è lì per scaldarci. Tutto gira intorno all’essere umano insomma.



L'ARTIFICIALISMO invece si riferisce al fatto di credere che tutte le cose del mondo siano state costruite dall'uomo. Il bambino, quindi, può credere che i laghi e i fiumi siano stati scavati dall'uomo e riempiti d'acqua.



Il pensiero magico sparisce o rimane anche in età adulta?


Abbiamo detto che il pensiero magico permette al bambino di dare una spiegazione agli eventi che altrimenti non comprenderebbe. Il fatto di darsi una spiegazione fa sì che possa in un certo senso controllare quel fenomeno.


Lo stesso vale per gli adulti. Per quanto il pensiero dell'adulto sia più logico e razionale, anche noi spesso cadiamo nella trappola del pensiero magico.

I gesti scaramantici, i rituali dei tifosi prima di una partita di calcio e credere alle superstizioni (Non passare sotto quella scala eh!) sono degli esempi di pensiero magico che ricorrono nella nostra quotidianità.


Il pensiero magico, infatti, interviene ogni volta che il pensiero logico non è rassicurante o non riesce a darci una spiegazione soddisfacente.

Prossimamente parleremo di superstizioni e pensiero magico negli adulti.

 

Fonte:

Santrock, J. W. (2013). “Child Development”. McGraw-Hill Education.


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