Salute mentale sul posto di lavoro

«La salute mentale dei dipendenti può avere un impatto importante sulle prestazioni aziendali» riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)


Il National Institute for Working Life di Stoccolma ha riportato che in media 1 dipendente su 3 va al lavoro nonostante non si senta bene: le condizioni di malessere più comuni sono il mal di schiena e la stanchezza eccessiva dovuta a uno stato depressivo.


Questo fenomeno è conosciuto come “presenteismo”, ovvero la condizione in cui un dipendente si presenta al lavoro nonostante non sia nello stato fisico o mentale per essere produttivo. Il presenteismo sta attirando sempre più l’attenzione in quanto si stima che rappresenti 3-5 casi ogni 10 dipendenti ed è una delle cause principali della scarsa produttività aziendale.


L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha infatti identificato le conseguenze del presenteismo sulle prestazioni lavorative:

scarsa produttività

aumento degli errori di distrazione

aumento del numero di incidenti sul lavoro

ridotte capacità decisionali e nella gestione del tempo

aumento di tensioni tra colleghi

peggioramento delle relazioni con i clienti

(OMS, 2002)


Conviene andare al lavoro anche se non si sta bene? Assolutamente no, non conviene né al dipendente né all’azienda, ma lo si fa lo stesso per non rischiare di perdere il posto.


Eppure, diversi studi hanno dimostrano che per le aziende i costi causati dalla perdita di produttività attribuibile ai problemi di salute mentale sono più importanti di quanto non si creda: si stimano perdite fino a 50.000 € all'anno per un’azienda di 50 dipendenti.


Cosa si può fare allora?


L’OMS ha iniziato a spronare sempre di più imprenditori e manager aziendali a investire sulla salute mentale dei propri dipendenti, una spesa che avrebbe un ritorno finanziario positivo sul medio e lungo periodo.


Per saperne di più, visita la pagina dei servizi per le aziende dedicata al Benessere dei dipendenti.


 

Fonti:

- Aronsson, G, Gustafsson, K, & Dallner, M. (2000). Sick but yet at work. An empirical study of sickness presenteeism. J Epidemiol Community Health, 54:502–509

- Aronsson, G., & Gustafsson, K. (2005). Sickness presenteeism: Prevalence, attendance-pressure factors, and an outline of a model for research. Journal of Occupational and Environmental Medicine, 47, 958 –966.

- Ferreira, A., Da Costa Ferreira, P., Cooper, C., & Oliveira, D. (2019). How Daily Negative Affect and Emotional Exhaustion Correlates With Work Engagement and Presenteeism-Constrained Productivity. International Journal of Stress Management, 26, 261–271.

- Harnois, G., & Gabriel, P. (2002). Mental health and work: impact, issues and good practices. Geneva: World Health Organization (WHO).

- Johnstona, D.A., Harveya, S.B., Glozierc, N., Calvod, R.A., Christensena H., Deadya M. (2019). The relationship between depression symptoms, absenteeism and presenteeism. Journal of Affective Disorders Volume, 256, 536-540

- Kuniyoshi Toyoshima, Takeshi Inoue, Akiyoshi Shimura, Jiro Masuya, Masahiko Ichiki, Yota Fujimura and Ichiro Kusumi (2020). Associations between the depressive symptoms, subjective cognitive function, and presenteeism of Japanese adult workers: a cross-sectional survey study. BioPsychoSocial Medicine, 14:10.

- Sainsbury Centre for Mental Health (2007). Mental Health at Work: Developing the Business Case. Sainsbury Institute for Mental Health, Policy Paper 8. London.


Foto di Andrea Piacquadio da Pexels


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